Tik Tok, A RISCHIO LA PRIVACY DEI MINORI: il Garante avvia il procedimento contro il social network

Grande attenzione sui social network e il loro utilizzo: solo lo scorso anno lo stesso social ha dovuto pagare una multa da 5,7 milioni di dollari in Usa.

Sulla tutela dei dati degli iscritti indaga già la Comunità europea: necessaria un’azione coordinata contro i rischi per i dati degli utenti, soprattutto minori

Il Presidente informa:

Sui rischi per la privacy che pone Tik Tok, il social network che consente di creare e condividere audio, video e immagini, usato da milioni di utenti, in gran parte giovanissimi, il Garante per la privacy italiano ha chiesto al Comitato europeo per la protezione dei dati personali , che riunisce tutte le Autorità privacy dell’Unione, di attivare una specifica task force.

Scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai più piccoli facilmente aggirabile, poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti, impostazioni predefinite non rispettose della privacy.

Sono queste le principali violazioni che il Garante per la protezione dei dati personali ha contestato a Tik Tok, il social utilizzato soprattutto da giovanissimi che consente di creare, condividere e commentare brevi video.

Per quanto sulle problematiche poste da Tik Tok sia in corso un’attività nell’ambito del Comitato che riunisce le Autorità europee, il Garante ha avvertito l’urgenza di aprire comunque un procedimento formale nei confronti del social network a tutela dei minori italiani.

L’istruttoria avviata dagli uffici dell’Autorità nel marzo di quest’anno ha messo in luce infatti una serie di trattamenti di dati effettuati dal social network che appaiono non conformi al nuovo quadro normativo in materia di protezione dei dati personali.

In tempi di pandemia, le applicazioni migliori sono quelle che ci hanno aiutato a stare insieme e a prenderci cura di noi stessi;

In Italia TikTok è l’app più scaricata su iPhone nel 2020, Immuni sesta

Linguaggio oscuro
Il Garante italiano va oltre, e sottolinea come l’informativa per gli utenti sia standardizzata e non prenda in specifica considerazione la situazione dei minori, mentre sarebbe necessario creare una sezione dedicata ai più piccoli, scritta con un linguaggio più semplice e con meccanismi di alert che segnalino i rischi ai quali si espongono. I tempi di conservazione dei dati risultano poi indefiniti rispetto agli scopi per i quali vengono raccolti né appaiono indicate le modalità di anonimizzazione che il social network afferma di applicare.

Stessa mancanza di chiarezza riguarda il trasferimento dei dati nei Paesi extra Ue, non essendo specificati quelli verso i quali la società intende trasferire i dati, né indicata la situazione di adeguatezza o meno di quei Paesi alla normativa privacy europea.

Il Garante contesta a Tik Tok innanzitutto che le modalità di iscrizione al social network non tutelino adeguatamente i minori. Il divieto di iscrizione al di sotto dei 13 anni, stabilito dal social network, risulta infatti facilmente aggirabile una volta che si utilizzi una data di nascita falsa. Tik Tok di conseguenza non impedisce ai più piccoli di iscriversi né verifica che vengano rispettate le norme sulla privacy italiane, le quali prevedono per l’iscrizione ai social network il consenso autorizzato dei genitori o di chi ha la responsabilità genitoriale del minore che non abbia compiuto 14 anni.

I tempi di conservazione dei dati risultano poi indefiniti rispetto agli scopi per i quali vengono raccolti né appaiono indicate le modalità di anonimizzazione che il social network afferma di applicare. Stessa mancanza di chiarezza riguarda il trasferimento dei dati nei Paesi extra Ue, non essendo specificati quelli verso i quali la società intende trasferire i dati, né indicata la situazione di adeguatezza o meno di quei Paesi alla normativa privacy europea.

Tutto pubblico
Il social network, infine, preimposta il profilo dell’utente come “pubblico”, consentendo la massima visibilità ai contenuti in esso pubblicati. Tale impostazione predefinita si pone in contrasto con la normativa sulla protezione dei dati che stabilisce l’adozione di misure tecniche ed organizzative che garantiscano, di default, la possibilità di scegliere se rendere o meno accessibili dati personali a un numero indefinito di persone.

La società avrà 30 giorni per inviare memorie difensive e chiedere eventualmente di essere sentita.

La risposta di TikTok
Un portavoce di TikTok ha dichiarato: “La massima priorità per TikTok è quella di garantire la sicurezza e la privacy dei propri utenti, in particolare di quelli più giovani. Di recente abbiamo ricevuto una comunicazione da parte del Garante per la protezione dei dati personali e, anche se stiamo ancora verificando le conclusioni a cui sono arrivati e continuiamo a collaborare con il Garante per fornire informazioni in risposta alle loro richieste, non concordiamo con diversi aspetti della loro analisi e su alcune delle conclusioni che sono state delineate. Dal momento che la nostra valutazione è ancora in corso, in questo momento non ci è possibile fornire ulteriori commenti”.

 

 

fonte: www.garanteprivacy.it