ENERGIA E BOLLETTE: maggior tutela o mercato libero? Rinviato al 1° Gennaio 2022 l’obbligo della scelta.

Ecco cosa occorre sapere per valutare in tranquillità

Il Presidente informa:

Il pressing degli operatori rispetto al passaggio dalla maggior tutela al mercato libero per le bollette di luce e gas non accenna a diminuire nonostante lo slittamento della data prevista per la scelta del fornitore è fissato ora al 1° gennaio 2022 dall’ultimo decreto Milleproroghe.

I clienti si ritrovano spesso a cambiare fornitore per il timore di incappare in problemi o richiami, con il rischio di sottoscrivere contratti poco vantaggiosi fatti passare come proposte dal risparmio assicurato.

Come difendersi dalla giungla di offerte?

Ecco quello che occorre sapere per gestire il passaggio al mercato libero senza problemi o preoccupazioni.

 

Qual è la differenza tra i due mercati?

I servizi di tutela di prezzo si basano su condizioni economiche e contrattuali fissate dall’Autorità per l’energia (ARERA): i prezzi sono dettati dalle condizioni prevalenti nel mercato all’ingrosso e si riferiscono solo alla fornitura della materia prima perché questo tipo di regime non include, diversamente da quello che accade nel mercato libero, servizi aggiuntivi.

Nel mercato libero infatti, da direttiva comunitaria del 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell’energia in Europa, si è avuta una graduale liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica.

Dal luglio 2007 il mercato dell’energia in Italia è completamente liberalizzato, ogni fornitore può decidere di entrare sul mercato in qualsiasi momento e gli utenti possono liberamente decidere a quale fornitore rivolgersi. Di conseguenza è data libera facoltà sulla scelta dei costi e le possibili rimodulazioni di questi.

Secondo i dati forniti dall’Arera, al momento, per energia elettrica, i clienti che scelgono il mercato libero sono il 52,1%, lasciando quindi al servizio di maggior tutela ancora circa la metà (47,7%) del mercato.

Nel gas, invece, la quota maggiore della clientela (58,6%) ha optato per il mercato libero, mentre il 41,4% si è rivolto al mercato tutelato.

 

Il passaggio al mercato libero scatterà per tutti nel 2022?

La normativa ha previsto un passaggio in più tappe per l’addio al mercato tutelato:

  • per le piccole imprese la data è fissata al 1° gennaio 2021;
  • per famiglie e micro-imprese la transizione scatterà il 1° gennaio 2022.

Le famiglie e le piccole imprese hanno già ora la facoltà di passare dal mercato tutelato al mercato libero, dove è il cliente a decidere quale venditore e quale tipo di contratto scegliere, selezionando l’offerta ritenuta più adatta alle proprie esigenze.

 

Le aziende che dovranno migrare a Gennaio prossimo sono quelle titolari di punti di prelievo connessi in bassa tensione con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 50 unità e un fatturato annuo tra i 2 e i 10 milioni di euro o che abbiano un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15 kilowatt.

Per le imprese che, al primo gennaio, non avranno ancora individuato l’operatore del mercato libero verso cui migrare, scatterà l’assegnazione al servizio a tutele graduali: l’assegnazione avverrà in modo provvisorio per il semestre 1° gennaio 2021-30 giugno 2021 per gli esercenti della maggior tutela che già servono il cliente e, successivamente sarà disciplinata attraverso procedure concorsuali con i fornitori selezionati (assegnazione a regime).

 

In caso di mancata scelta scatta l’interruzione della fornitura?

Il passaggio al mercato libero andrà effettuato entro la scadenza fissata dalla legge, se ciò non avverrà la fornitura sarà comunque garantita ai clienti di piccola dimensione, in modo che non subiscano alcuna interruzione durante il periodo necessario a trovare una nuova offerta.

Una volta che i clienti stipuleranno un nuovo contratto di fornitura che sostituirà il precedente, sarà il nuovo venditore a inoltrare la richiesta di risoluzione del vecchio contratto (recesso) al venditore precedente.

Il recesso potrà scattare in qualsiasi momento senza oneri aggiuntivi né sospensione della fornitura in corso.

 

ATTENZIONE ALLE TRUFFE:  Arera può contattare i clienti finali per sollecitarli a migrare?

Assolutamente no, l’Autorità per l’energia non contatta per telefono i clienti finali né manda i propri rappresentanti al domicilio degli stessi.

Bisogna prestare molta attenzione alle possibili truffe telefoniche.

Per evitare brutte sorprese, è bene chiedere sempre un riscontro scritto dell’offerta che viene formulata per avere il tempo di valutare attentamente condizioni contrattuali e prezzi.

 

Come si fa a scegliere la migliore tra le tante offerte?

Per chi intende effettuare il passaggio al mercato libero, ci sono una serie di strumenti per individuare il profilo di offerta più in linea con i propri consumi oltre ad alcuni supporti informativi che l’Autorità per l’energia ha messo a punto al fine di fugare tutti i dubbi sul funzionamento del mercato libero.

Sul fronte delle offerte, i clienti finali interessati al cambio del venditore possono consultare il portale Offerte (voluto dall’Arera, realizzato e gestito dall’Acquirente Unico) che mette a disposizione le offerte di energia elettrica e gas in modo da agevolare la possibilità di un confronto per l’utente finale.

È l’unico comparatore pubblico disponibile sul web dove abbondano invece i siti di confronto tra le offerte gestiti da operatori privati.

Per informazioni, invece, è possibile contattare lo sportello per il consumatore gestito dall’Arera (800 166 654 attivo dalle 8 alle 18 dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi).

 

 

fonte: il sole42ore.it

www.arera.it